Cantando a la Libertad di Manuel Gerena e la crescita del flamenco

Cantando a la Libertad di Manuel Gerena e la crescita del flamenco

Il Flamenco è una corrente artistica passionale che con la medesima passione ha dovuto tra maldicenze ed ostacoli politici, farsi strada attraverso il lungo tragitto del successo culturale.

Oggi ritenuto patrimonio immateriale dell’umanità il Flamenco ebbe però una vita assai travagliata.

Artisti come Jesus Quintero e molti altri lottarono con tutte le loro forze per promuovere l’arte del flamenco attraverso i decenni che poi ne stabilirono la ricchezza popolare.

Verso circa la metà degli anni 70’ l’artista collabora con il ministero dell’informazione e del turismo spagnolo, un evento rivoluzionario: la prima manifestazione della settimana del canto, ballo e chitarra (semana del cante, baile y guitarra), un evento che a detta di tutti risulta un vero e proprio incontro commemorativo e di importanza elevata per la cultura artistica e musicale di Spagna.

All’incontro partecipano gli artisti maggiormente conosciuti e prestigiosi dell’epoca, nomi tra i quali: Chocolate, Enrique Morente, Camaron, Terremoto de Jerez e molti altri ancora…

Naturalmente presenti all’appello non potevano di certo mancare Pepe y Paco de Lucìa il quale venne spinto (data la sua magistrale bravura) alla chiusura sul palco dell’intero evento.

I biglietti per l’evento vennero presto esauriti e trovarne uno risulta essere impresa impossibile.

Risulta di importanza biblica poiché concentra nella sua organizzazione una grande serie di figure importantissime della corrente, de Lucìa risulta essere il musicista più in gamba, ma la struttura dello storico show presenta molte altre stelle del flamenco contemporaneo del tempo, tra i molti ricordiamo anche il lavoro di Manuel Gerena, un rinomato cantautore che prestò il suo pregevole virtuosismo molto tempo prima del 1975.

Sono comunque tutti musicisti di flamenco che proprio in quel periodo raggiungono l’apice assoluto delle loro carriere.

Ai tempi vi sono inoltre importanti attriti politici, ma il business economico delle etichette discografiche e della relativa vendita dei dischi non conosce scrupoli, pertanto anche se un artista è un comunista sfegatato, ciò non risulta affatto essere un problema per imprenditori anglosassoni di estrema destra che fiutano gli affari attraverso l’esplosione mondiale del flamenco.

C’è da dire che è stato grazie anche a queste incoerenze che la cultura del flamenco si è spinta un po’ ovunque.

I teatri americani ed europei iniziano dunque ad intervenire con veemenza nella distribuzione del flamenco come nuovo intrattenimento artistico.

Così come avviene nelle città spagnole più importanti, come nelle vetrine dei negozi di dischi di Madrid, non troviamo più la differenza di arte di nicchia fino ad allora contemplata e resa schiava da ostacoli politici, in particolare dal momento in cui il disco di Manuel Gerena in questione: l’inestimabile contributo artistico “Cantando a la Libertad”, il quale viene messo in vendita al fianco di artisti pop di dominio pubblico.

E’ qui che pare che il flamenco si sposta verso una apparente commercializzazione, i denari piacciono un po’ a tutti ed anche gli artisti scendono a compromessi consapevoli di idee commerciali che vanno all’opposto della loro etica.

Più che essere commerciale, il flamenco inizia invece ad essere conosciuto da tutti gli strati sociali della società spagnola: dagli intellettuali all’operaio del quartiere povero, o dal semplice cittadino che crede in una nuova musica in grado di farlo pensare.

Perché si sa, il flamenco è anche questo…