Rapporto tra sport del ballo e la quantità e qualità alimentare di oggi

Rapporto tra sport del ballo e la quantità e qualità alimentare di oggi

Il purtroppo ormai innaturale ritmo frenetico che ci accompagna giorno dopo giorno nel percorso delle nostre vite, ci sta spingendo sempre più verso il baratro fallimentare del settore alimentare.

Questo capita anche tra gli sportivi e tra loro chiaramente anche ai ballerini, i quali purtroppo devono sottoporsi a duri allenamenti che lasciano poco spazio alla preparazione di alimenti buoni, naturali e leggeri, specialmente se il soggetto, oltre all’allenarsi giornalmente, ha una vita lavorativa estenuante e piena.


Spiacevolmente oggi ingurgitiamo una mole quantitativa di cibi eccessivi per il nostro fabbisogno giornaliero, ed inoltre il più delle volte, cibi dalla scarsa qualità e dallo scarso rapporto energetico.

Nessuno di noi però, come in alcune antiche culture ancora presenti oggi in varie regioni (e religioni) del Mondo, pensa mai a digiunare o limitare il consumo di specifici pasti dannosi, con lo scopo di contrarre e depurare il nostro “inquinato organismo”. 

Per chiarire il tutto con un semplice esempio: se ci immaginiamo ad un matrimonio e pensiamo con altrettanta gioia di riempirci lo stomaco e la bocca con qualsivoglia leccornia come cibo calorico, carboidrato semplice, zuccheri raffinati e via discorrendo in quantità a dir poco sovrumane, bisognerebbe cercare ad ogni costo, appena tornati a casa, di digiunare o comunque di cercare di ridurre il consumo dei pasti per il giorno seguente.

Il digiuno è di fatto il diretto opposto del rimpinzamento meccanico esagerato, il mangiare troppo implica il fatto necessario di mangiare nulla, se si vuole ripristinare l’andamento naturale del metabolismo corporeo.

Digiunando dopo una giornata esagerata di cibo, farà ristabilire il nostro corpo alla sua forma naturale!

Con questo non significa affatto che questo stile comportamentale di alimentazione sia corretto per ogni giorno della nostra vita: è infatti un esempio estremo di ciò che in realtà bisognerebbe mantenere, sotto un profilo più contenuto e naturale, come normale percorso alimentare quotidiano.

Continuare a variare in maniera così drastica tra abbuffate e digiuni, potrebbe anche mantenere una sorta di equilibrio, ma sarebbe un equilibrio precario e fittizio, innaturale ed anche molto forzato che col tempo, potrebbe portare a vere e proprie complicazioni fisiche (la forma più tragica di tutto questo potrebbe essere tradotta con l’anoressia o la bulimia).

Per questo è consigliabile il mantenimento di uno stile di vita equilibrato, che escluda continue tappe verso gli estremi di ogni tipo.

La tipica persona sana sotto l’aspetto alimentare

Molto spesso capiterà nella nostra vita di incontrare persone che appaiono fisicamente molto equilibrate, persone che non fanno fatica a mantenersi in forma e sfoggiare, anche in tarda età, una fisicità invidiabile ai molti.

Molto spesso il segreto di persone fisicamente stabili risiede proprio nell’alimentazione; interessante è il fatto che la maggior parte delle persone che riescono a mantenersi in forma mangiando correttamente, il più delle volte, sono le stesse persone che non danno nessun peso e non prestano molta attenzione a ciò che introducono nel loro corpo per alimentarlo.

Spesso si tratta di persone che non nutrono un particolare interesse nei confronti del cibo, o meglio, mangiano senza essere però morbosamente attratte dal cibo (come per la maggior parte di noi), riuscendo così a consumarne in quantità moderate.

E’ proprio la quantità di cibo che delinea uno degli aspetti nutritivi di fondamentale importanza, quello che poi ne determina la qualità per uno specifico organismo; introdurre infatti un buon carburante all’interno di un motore senza sovraccaricarlo, ne determinerà le prestazioni, l’efficacia e la longevità.

Proprio per queste ragioni, sia l’eccesso di cibo che la carenza sono entrambi fattori sbagliati, il giusto è sempre nella sottile linea di equilibrio che li separa: anche se potessimo disporre di ottimo cibo della miglior qualità, potremmo comunque sbagliare a consumarne troppo o relativamente troppo poco.