Le tipologie di danze estere sviluppate sul territorio italiano negli ultimi 20 anni

Le tipologie di danze estere sviluppate sul territorio italiano negli ultimi 20 anni

La danza accademica, come il ballo di coppia e le Danze folkloriche e coreografiche, sono oggi realtà riscontrabili un po’ ovunque sul territorio nazionale.

Nelle grandi città Italiane, attraverso le molteplici scuole di danza ed accademie esistenti, costituiscono veri e propri punti di ritrovo, dedicati alla socializzazione ed al divertimento tra individui molto spesso inerenti alla medesima classe sociale.

Ormai di corsi di ballo conosciuti ne esistono a bizzeffe, tanto che gli enti sportivi hanno dovuto rivoluzionare i propri registri per codificare una quantità elevata di stili di danze differenti, molte delle quali, provengono da Paesi lontani o sono addirittura, appena nate.

Per dare un’idea di una parte delle classi di ballo oggi esistenti in Italia, possiamo citare:

  • Le storiche ma al contempo sempreverdi danze accademiche come: quella classica, quella contemporanea ed il modern (conosciuta anche come modern jazz).
  • Le danze tradizionali, popolari e folkloriche: le danze africane, la bellydance (danza del ventre), il flamenco, le sivillanas, la tribal fusion, il kathakali (originario di una regione indiana), l’hopak (ucraino), l’american tribal style (ats), il bollywood, il sirtaki (direttamente dalla Grecia), il footwork (Chicago), l’ote’a (dalla polinesia), le nostre stesse pizzica o tarantella napoletane, il ballo in maschera zaouli (della Costa D’Avorio), il frevo (dal Barile), l’adumu (dal Keya e Tanzania), la capoeira, le danze country e moltissimi altri stili ancora.
  • I balli latino americani o caraibici (anch’essi facenti parte dell’insieme popolare) come: il tango argentino, il merengue, la salsa (questa in particolare suddivisa tra sottoinsiemi come quella cubana, la portoricana, quelle N.Y. & L.A. style e così via) , il mambo, il cha cha cha, la samba, la cumbia, la bachata, il reggaeton, il dembow, la rumba, il son, il bolero, la controdanza, il pilon, il mozambike, l’afro yoruba, la conga e moltissime altre ancora…
  • Tanti sono gli stili di danze urbane, oggi provenienti dalla radicalizzazione dei balli della breakdance e dell’hip hop, evolutosi poi in locking e popping e poi oggi in: krumping, house e new style, un mix di folklore e danza street può invece essere rappresentato dalla giamaicana dancehall (anch’essa strettamente collegata con l’hip hop).
  • le danze nazionali ed internazionali come: il liscio unificato che racchiude la polka, la mazurka ed il valzer, i balli da sala che includono il tango, valzer lento e foxtrot, le standard & jazz di cui fanno parte il valzer inglese e viennese, il quick step, lo slowfox, il rock n’ roll, il jive, il rock acrobatico, il boogie, il lindy hop, lo swing ed altri ancora…  

Come siamo riusciti in italia ad assimilare così tanto gli stili di ballo stranieri?

Molte persone in Italia si sono così appassionate a queste bellissime attività didattiche fino a tramandarle e glorificarle attraverso i loro gusti personali e l’insegnamento.

Come tutto questo è potuto succedere?

La risposta è semplice: quello italiano checché se ne dica, è un popolo grandioso, sempre pronto a premiare ed accogliere le cose belle.

E’ vero… Ormai siamo un tantino abituati ad essere presi in giro un po’ da chiunque, inclusi: enti pubblici, politici, servizi o da chiunque potrebbe fare qualcosa per cambiare le cose ma come sempre non fa nulla per cambiarle…

Ma quando si tratta di arte o di esaltare la bellezza, noi italiani siamo ineguagliabili, sempre in prima fila, noi sappiamo come le cose vanno fatte, in ognuno di noi si cela un artigiano o un artista mancato.

La nostra cultura ci spinge ad esserlo, se pensiamo che solamente sotto l’aspetto culinario, per ogni regione italiana esiste una media di 400 specialità gastronomiche, forse possiamo riuscire a capire meglio chi siamo…

Così sotto mille altre aspetti artigianali, l’Italia esiste ed è presente fortemente tra i produttori top di eccellenze: motori, immobili, invenzioni tecnologiche ed anche… La Danza…

A livello di pubblico, perciò, siamo abituati molto bene a capire se quello che ci viene offerto è o non è un pessimo prodotto, sotto tutti gli aspetti.

Il nostro criterio di valutazione nasce dalla nostra storica consapevolezza e dalla nostra cultura collettiva, in Italia ad esempio hanno cercato di ricreare i Fast Food, senza mai però riuscire ad arrivare fino in fondo come nelle città americane, dove invece è possibile comprare il maxi menù jumbo con 1 kg di patatine fritte e 2 litri di bibita annesse…

… In Italia (fino ad oggi) questo tipo di trash food estremo non ha ancora attecchito (e speriamo vivamente mai lo faccia, soprattutto per questioni igieniche e sanitarie).

Ad ogni modo, quello che viene assorbito a livello collettivo non è sempre del tutto positivo, tante cose ledono la nostra salute collettiva come ledono persino la nostra immagine o peggio ancora, nel più triste dei casi, le nostre fragili menti.

Fortunatamente però, quando si parla d’arte, molto spesso si tratta di fattori positivi per la collettività, come quando negli ormai lontani anni 90’ iniziarono a giungere nel Bel Paese i primi balli latino americani di coppia, questo diede vita ad un susseguirsi di vicende che apportarono nuova linfa vitale ed una innovativa concezione del ballo, inteso anche come possibile attività legata al divertimento, alla socializzazione ed al benessere.

Da qui nacque questa grande voglia di mettersi a confronto con l’arte e soprattutto il ballo altrui, da qui nacque l’aspetto conoscitivo ed esplorativo della globalizzazione della danza.