Nacchere del Flamenco

Nacchere del Flamenco

In Spagna le nacchere sono chiamate Castañuelas, nome che è da attribuire alla loro origine manifatturiera, proprio perché, questo strumento veniva ricavato originariamente dal legno di castagno, un tipo di legno scuro e molto resistente che conferiva alle nacchere le qualità di cui avevano ed hanno tutt’oggi bisogno.

Un tempo costruite a mano solo attraverso l’utilizzo di materiali facilmente ricavabili dalla natura come ad esempio alcuni vari tipi di legnami duri, oggi le nacchere vengono fabbricate a livello aziendale sia come strumento musicale ma anche semplicemente come oggettistica da collezione, in questo caso, i materiali per la loro produzione possono essere di diverso tipo, come per esempio: resine speciali, plastica, leghe di metalli pregiati ed altri materiali preziosi.

Sono tra gli strumenti musicali più importanti del flamenco, ma non solo, le nacchere sono uno strumento che è riuscito a spingersi oltre i confini di un unico paese, venendo nel corso della storia assorbite anche da culture diverse; oltre alla Spagna infatti, la quale è forse l’unico paese che ha portato sino ad oggi la tradizione dell’utilizzo dello strumento all’interno della propria musica folklorica, possiamo riscontrare diversi manufatti di questi strumenti musicali anche in paesi come: Italia, Egitto, Marocco, Grecia e molti altri paesi del Medio Oriente.

Probabilmente riconosciute come il più caratteristico strumento del Flamenco (ovviamente dopo le mani 😉), sono classificate come strumento a percussione e come tutti ben sappiamo, sono composte da due emisferi a forma di guscio di tartaruga, solitamente legnose (in antichità anche realizzate con differenti materiali, come il ferro) e dalla superficie liscia e levigata, vengono scontrate tra loro generando un suono molto particolare e caratteristico all’interno della musica del flamenco.

Particolari tecnici delle Castañuelas (Nacchere Spagnole)

Possono infine essere utilizzate con una mano o con entrambe le mani, la loro dimensione infatti non è grande, tenendo presente che possono essere suonate con un’unica mano mentre l’altra è impegnata magari nella gestualità del ballo, rimangono perfettamente comode e sono pari alla misura del palmo di una mano di donna, nel quale si adattano molto bene grazie alla loro forma geometrica che generalmente richiama una sorta di ovale poco pronunciato.

Ne esistono anche di differenti forme, specialmente in base ai vari altri paesi d’origine, ma quelle classiche del Flamenco spagnolo sono quelle sopra citate, rotonde o appena allungate, raramente possono ottenere diverse forme da quelle classiche pure all’interno del Flamenco, infatti, in base al tipo di suono che l’artista deve ottenere, egli stesso potrebbe ordinare delle nacchere artigianali di differenti forme geometriche e formati di grandezza, come ad esempio quadrate o triangolari più grandi o più piccole della misura standard.

Se parliamo dal punto di vista della produzione artigianale, ogni esemplare di nacchera avrà un proprio particolare tipo di suono, sarà un tipo di suono unico, singolare e differente dal resto delle nacchere in circolazione, questo perché se lo strumento nasce da una produzione manuale, verrà ricavato da un tipo di legno che anche se identico, avrà un tipo di intaglio differente proprio perché fatto a mano, potrà essere perciò più o meno leggero seconda della quantità di materiale utilizzato, avrà brodi di coincidenza più o meno spessi, avrà ornamenti intagliati più o meno evidenti, il che conferirà all’oggetto più o meno densità; tutti questi dettagli conferiranno allo strumento il suo singolare modello di sonorità.

Le nacchere rimarranno per sempre un tipo di strumento sfruttabile in special modo all’interno del ballo e del canto Flamenco ma non solo, oggi vengono utilizzate in discipline che vanno ben oltre quella del folklore spagnolo. Sono un oggetto molto semplice all’apparenza ma che necessita una notevole dose di studio per essere sfruttato professionalmente, anche perché è a tutti gli effetti uno strumento musicale.